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Il suolo minacciato: un docufilm sul consumo di territorio nella food valley

Wwf e Legambiente di Parma, in collaborazione con Il Borgo, Lipu e Città invisibili, nell’ambito del progetto Cambio di Stile con il contributo di Forum Solidarietà, hanno prodotto il film documentario Il suolo minacciato. Il film racconta come avviene il consumo di territorio nella food valley, sottolinea il valore inestimabile del terreno e fa proposte concrete per preservare questa risorsa di vita per l’ambiente, l’uomo e, anche, l’economia agroalimentare.

Il suolo minacciato sarà presentato in “prima” proiezione giovedì 4 febbraio alle ore 21 al Cinema D’Azeglio, con ingresso libero a offerta. La serata sarà introdotta da Paolo Scarpa, vicepresidente de Il Borgo, a nome di tutte le associazioni, e da Nicola Dall’Olio autore e regista del film.
Dopo la visione de “Il suolo minacciato” si svolgerà un dibattito con gli interventi di Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia e di Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente.

Il documentario dura 50 minuti; protagonista è la pianura parmense, la Food Valley, al centro di un caso emblematico e paradossale. Emblematico perché qui come in altre aree padane si è assistito, dopo la fine di Tangentopoli, ad una fortissima accelerazione dell’espansione urbana secondo modalità sempre più incontrollate e disperse e con ritmi di occupazione del suolo ben superiori agli anni del boom economico ed edilizio, nonostante una dinamica demografica piuttosto debole.
Paradossale perché Parma si propone al mondo come la Food Valley italiana, la capitale dell’agroalimentare, luogo di eccellenza di prodotti alimentari tipici, come il Prosciutto di Parma e il Parmigiano Reggiano, che fondano la propria immagine, la propria forza evocativa e distintività di mercato sul radicamento ad un territorio d’origine preservato e di alta qualità ambientale. Ci si aspetterebbe quindi che, qui più che altrove, le politiche di sviluppo urbanistico ed economico e i relativi strumenti di pianificazione e programmazione si preoccupassero di tutelare il paesaggio e il suolo agrario, quali elementi essenziali di un comparto economico, quello agroalimentare, che copre più del 35% del fatturato industriale.
In realtà le scelte urbanistiche vanno in tutt’altra direzione. A giudicare dal numero di cantieri e di gru che spuntano dall’orizzonte, la pianura parmense, più che una Food Valley, sembra infatti diventata una Gru Valley. Tra l’Autostrada del Sole e il margine appenninico, la campagna sta progressivamente scomparendo.
Tra gli esperti intervistati ne Il suolo minacciato figurano: Luca Mercalli, climatologo esperto di sostenibilità ambientale, volto noto del programma tv Che tempo che fa; Edoardo Salzano urbanista, ex preside della facoltà di pianificazione del territorio allo IUAV di Venezia; Carlo Petrini, fondatore e presidente onorario di Slow Food; Wolfgang Sachs sociologo, ricercatore presso il Wuppertal Institut; Maria Cristina Gibelli, docente di politiche urbane e territoriali al Politecnico di Milano; Paolo Pileri responsabile scientifico dell’Osservatorio Nazionale sui Consumi di Suolo e docente presso il Politecnico di Milano; Georg Frisch urbanista libero professionista; Ciro Gardi, pedologo e ricercatore presso il Joint Research Center della Commissione Europea ad Ispra.
Nel docufilm compaiono anche agricoltori, cittadini e imprenditori del parmense, tra cui Massimo Spigaroli, presidente del Consorzio Culatello di Zibello.

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