Grave errore di Errani equiparare passante nord di Bologna e servizio ferroviario metropolitano

Il passante nord è anacronistico, sia dal punto di vista ambientale che economico.

Il piano strategico metropolitano è una buona occasione per il rilancio di Bologna, ma la città deve avere ben chiaro quale sia la direzione su cui puntare

Nella giornata di ieri il presidente della regione Vasco Errani è intervenuto a Bologna durante la presentazione del Piano strategico metropolitano, rilanciando la necessità di partire col passante nord e col servizio ferroviario metropolitano.
Un parallelo molto preoccupante che confonde le priorità della nostra regione, di Bologna e del momento storico che stiamo attraversando, di crisi economica e lotta ai cambiamenti climatici.
A fronte di tagli al servizio pubblico, impoverimento delle famiglie, ad un problema endemico di inquinamento atmosferico della pianura, la strada da percorrere è solo quella di un potenziamento della mobilità collettiva e alternativa, che renda sempre meno necessario l’uso dell’auto.
Al contrario il passante nord (di cui manca anche il progetto, per la versione ristretta) è l’ennesima facilitazione alla mobilità su gomma, inquinante ed energivora e l’ennesima colata di cemento su un territorio ormai troppo compromesso.
Legambiente quindi critica nettamente questa visione espressa dal governatore regionale.

“Se il tema è quello di fare lavorare le imprese ci sono “grandi opere diffuse” a cui mettere mano: l’adeguamento del patrimonio edilizio scolastico, il completamento della rete delle piste ciclabile, il SFM e il rinnovo energetico del patrimonio edilizio esistente” dice Lorenzo Frattini presidente di Legambiente “Riteniamo che per la Regione sia indispensabile essere chiari con le priorità, perché l’esperienza insegna che tra due scelte in campo la vecchia logica dell’autostrada è sempre quella che trova la via più facile, e le lobbies più forti a sostenerla”

Secondo Legambiente inoltre questa presa di posizione arriva mentre, giustamente, si parlava di concorrere ai fondi europei per far competere Bologna con citta come Monaco e Barcellona. Il comune di Bologna dopo diversi anni sembra avere imboccato una strada diritta sui temi della mobilità: è bene non perdere di vista l’obiettivo principale se veramente vogliamo che il capoluogo regionale possa diventare una delle capitali verdi d’Europa.

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