Legambiente su impianti Emiliana Rottami a S. Cesario sul Panaro (MO)

Scaduta l’autorizzazione su uno dei siti di stoccaggio, l’Associazione chiede agli Enti Locali il rispetto degli accordi con la Commissione europea e che la situazione di degrado si risolva al più presto

Intervenga anche il Consorzio nazionale di recupero del vetro per porre fine a questo cattivo esempio per i cittadini

Dopo quindici anni di denunce da parte dei comitati e di Legambiente, di attenzioni da parte dell’UE, nonostante un’interrogazione parlamentare, prosegue la situazione di degrado negli impianti dell’Emiliana Rottami di San Cesario, dove permangono ancora le enormi montagne di vetro abbandonato.

Da pochi giorni è scaduta l’autorizzazione per l’impianto di via Bonvino che avrebbe dovuto consentire il completo riciclo dei cumuli presenti nei due stabilimenti con chiusura del sito di via Verdi così come promesso dalla stessa Provincia alla Commissione europea che nel 2009 aveva avviato un’indagine sul rispetto della normativa comunitaria in fatto di riciclaggio dei rifiuti. I cumuli, alti anche 10 m,  oggi sono ancora al loro posto nei due stabilimenti di via Verdi e di via Bonvino, ben visibili anche dall’autostrada A1 tra Modena Sud e Bologna Borgo Panigale. Per questa ragione la Commissione europea ha recentemente  riaperto il caso e chiesto chiarimenti agli Enti Locali

Legambiente ritiene che sia il momento opportuno per avviare azioni per una risoluzione definitiva del problema, che non è solo fonte di disagio per i cittadini che risiedono nelle vicinanze, ma è anche uno schiaffo alle politiche di sensibilizzazione della cittadinanza alla raccolta differenziata e al recupero. Difficile far passare il concetto di recupero della materie prime di fronte alla situazione di abbandono e incuria delle montagne di vetro raccolto da cittadini diligenti nel corso degli anni.

Per questo Legambiente Emilia-Romagna chiede una presa di posizione ed un intervento anche da parte del COREVE, il consorzio nazionale obbligatorio per il recupero degli imballaggi in vetro. L’attività del consorzio e le sue risorse economiche sono volute dalla legge per garantire alte percentuali di recupero del vetro, sia attraverso una rete di impianti adeguata, sia attraverso il supporto alla raccolta differenziata. Legambiente ritiene che la condotta dell’impianto di San Cesario sul Panaro vada in senso opposto agli obiettivi del COREVE e che il consorzio debba agire di conseguenza.

Legambiente chiede inoltre agli Enti Locali il rispetto degli accordi presi con la Commissione europea e ciò che la cittadinanza attende da tempo: la realizzazione di coperture e barriere protettive alte 5 metri, il limite massimo di altezza dei cumuli pari a 7,5 metri per i materiali più spessi, l’obbligo di bagnare i materiali per scongiurare la dispersione di polveri di vetro nell’aria.

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