5×1000

Destinare il 5 per mille a Legambiente significa ricevere un pezzettino di mondo migliore.

Il tuo contributo sosterrà progetti e interventi ambientali concreti nel territorio in cui vivi. E iniziare da ciò che ti circonda è la strada più naturale per cambiare anche ciò che è lontano, ma ti appartiene.

Il codice fiscale di Legambiente 80458470582

A partire da quest’anno Legambiente ha deciso di investire sempre più risorse raccolte col 5 per mille a sostegno dei progetti di difesa del territorio, anche in Emilia-Romagna: “Uno stop al cemento”, ecco il progetto che verrà finanziato attraverso i fondi raccolti col 5 per mille di quest’anno nella nostra regione.
Scegliere di devolvere il 5 per mille a Legambiente quindi costituirà per te un modo per sostenere l’azione dei nostri volontari e i progetti di tutela ambientale che hanno lo scopo di migliorare il territorio in cui vivi.

Cos’è il 5 per mille?

È un meccanismo simile all’8 per mille ma non lo sostituisce, si può decidere di destinare entrambe le quote. Non c’è nessuna imposta in più da pagare. Se non viene espressa alcuna scelta, la quota rimane allo Stato.

Come si fa?

E’ semplice: nella dichiarazione dei redditi – sul modello 730, sull’Unico 2011 o sul CUD – basta firmare nello spazio riservato alle onlus in alto a sinistra e inserire il codice fiscale di Legambiente 80458470582

Anche il passaparola può fare molto: invita amici e parenti a destinare il loro 5 per mille a Legambiente: è semplicissimo e non costa nulla, basta solo indicare il codice fiscale di Legambiente e mettere una firma.

Per maggiori informazioni visita il sito dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.it), scrivi a ti.etneibmagelnull@ineitsos oppure chiama il numero 06-86268423.

Uno stop al cemento
Il progetto finanziato con il 5 per mille a Legambiente in Emilia-Romagna

L’ottimo suolo agricolo presente in pianura padana, zona che si è conquistata l’appellativo di Food Valley per la  produzione di prodotti tipici e di alta qualità, è in pericolo. La capannonizzazione selvaggia e lo sviluppo di infrastrutture stradali spesso inutili e costose, sta prendendo il sopravvento sul agricoltura, trasformando l’ambiente e il paesaggio, con una progressiva scomparsa della campagna. Negli ultimi 25 anni in regione si sono persi 8 ettari al giorno di campagna, progressivamente urbanizzata.

Legambiente Emilia Romagna e la rete dei circoli territoriali dell’Emilia Romagna, presentano un progetto per preservare il territorio da speculazioni e cementificazione incontrollata e tenere alta l’attenzione sulla problematica del consumo di suolo, con una campagna mirata a sensibilizzare cittadini e istituzioni sui dati del consumo di suolo e mettere a rete le battaglie che i circoli conducono sul territorio, con l’obiettivo finale di avere una legge regionale che ponga un tetto al consumo di suolo.

Vari gli strumenti: una sezione internet dedicata ad informazioni, dati, e alla denuncia delle speculazioni sul territorio regionale.

L’allestimento di materiale illustrativo con immagini simbolo di cementificazione in Emilia Romagna, prima parte di un percorso più ampio che vedrà l’organizzazione di un concorso fotografico aperto a tutti i fotoamatori della regione volto a “scovare” la cementificazione selvaggia che si nasconde in ogni angolo della Regione ed  una mostra fotografica itinerante. Accanto a questo si somma il lavoro già avviato di portare in tour per tutta l’Emilia Romagna il documentario “Il Suolo Minacciato”, prodotto da Legambiente, WWF Parma e altre associazioni di Parma.

Oltre a questo le destinazioni del 5×1000 a Legambiente serviranno a supportare le battaglie storiche che i Circoli già da tempo portano avanti sul territorio contro la cementificazione selvaggia.

Da quelle a Comacchio per la tutela delle dune residue e delle pinete del litorale comacchiese; a Canossa nel reggiano, per tutelare il sito archeologico di Luceria stretto tra i parcheggi.