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Quali sono le fonti di maggiore inquinamento dell’aria di una città?
(ordinare da 1 a 5 per ordine di importanza)
Le fonti di generazione del materiale particolato (PTS, PM10, PM2,5 ) sono molto ampie e dipendono sia da eventi naturali sia dalle attività antropiche. Le principali fonti antropiche in ordine di importanza sono:
1 Traffico veicolare
2 Impianti di riscaldamento domestico
3 Siti industriali
4 Inceneritori
5 Impianti di raffrescamento estivo

Cos’è il particolato atmoferico?
Il materiale particolato è una miscela nella quale la grandezza delle particelle e la loro composizione chimica varia da luogo a luogo proprio in ragione delle caratteristiche delle fonti di emissione dominanti.
Esse hanno infatti le caratteristiche derivanti dalle sostanze chimiche che le compongono ed delle altre sostanze per le quali esse fungono da elemento di trasporto, come nel caso dei metalli.

Il fattore di generazione principale è costituito dai processi di combustione che a grande scala sono rappresentati da fonti naturali come i vulcani. Valga come esempio, il disastro ambientale causato dal Pinatubo o da fonti antropogeniche come le grandi centrali termoelettriche o i grandi impianti industriali.
Nelle città entrano in gioco il riscaldamento civile e domestico e, soprattutto, il traffico veicolare.
Un veicolo ha infatti più modi di originare materiale particolato:
– emissione dei gas di scarico che contengono il materiale particolato che, per le caratteristiche chimiche e fisiche che lo contraddistinguono, può essere chiamato anche “areosol primario”;
– usura dei pneumatici;
– usura dei freni.
Per effetto del loro movimento, tutti gli autoveicoli concorrono poi ad usurare il manto stradale e a riportare in sospensione il materiale articolato.
Nelle aree suburbane e rurali, entrano in gioco anche le attività industriali quali, ad esempio, la lavorazione dei metalli e la produzione di materiale per l´edilizia, e le attività agricole.

Il particolato atmosferico si divide in PM10 e PM 2.5. Sai cosa indicano queste sigle?
Le sigle indicano la dimensione in micrometri del particolato atmosferico.
Le dimensioni delle particelle in sospensione rappresentano il parametro principale che caratterizza il comportamento di un aerosol.
Dato che l´apparato respiratorio è come un canale che si ramifica dal punto di inalazione (naso o bocca) sino agli alveoli con diametro sempre decrescente, si può immaginare come il ferro si depositi molto prima della particella di sale e questa molto prima di quella di materiale plastico.
Il rischio determinato dalle particelle è dovuto alla deposizione che avviene lungo tutto l´apparato respiratorio, dal naso agli alveoli.
L´impatto si ha quando la velocità delle particelle si annulla per effetto delle forze di resistenza inerziale alla velocità di trascinamento dell´aria, che decresce dal naso sino agli alveoli.
Questo significa che man mano che si procede dal naso o dalla bocca attraverso il tratto tracheo-bronchiale sino agli alveoli, diminuisce il diametro delle particelle che penetrano e si depositano. Approssimativamente la parte delle particelle totali sospese (PTS) con diametro intorno e inferiore ai 10 µm (PM10) interessano il tratto tracheo-bronchiale e le particelle con diametro intorno e inferiore ai 2,5 µm (PM2,5) si depositano negli alveoli.

Quale tra le seguenti sostanze inquinanti è quella che ha maggior impatto sulla salute dell’uomo?
Gli studi epidemiologici hanno evidenziato una relazione lineare fra l´esposizione a particelle ed effetti sulla salute.
Vale a dire, che quanto più e´ alta la concentrazione di particelle nell´aria tanto maggiore è l´effetto sulla salute della popolazione.
Allo stato attuale delle conoscenze, secondo l´Organizzazione Mondiale della Sanità non e´ possibile fissare una soglia di esposizione al di sotto della quale certamente non si verificano nella popolazione degli effetti avversi sulla salute. Per questo motivo, l´OMS non fornisce un valore guida di riferimento per le particelle, ma indica delle “funzioni di rischio” per i diversi effetti sulla salute. Tali funzioni quantificano l´eccesso di effetto avverso per la salute che ci si deve aspettare per ogni incremento unitario delle concentrazioni di PM10 o di PM2,5.
Recenti studi indicano inoltre che l´esposizione acuta a particelle in sospensione contenenti metalli (come le particelle derivanti dai combustibili fossili usati come carburanti) possono causare un vasto spettro di risposte infiammatorie nelle vie respiratorie e nel sistema cardiovascolare (danneggiamento cellulare e aumento della permeabilità cellulare), verosimilmente in relazione alle loro componenti metalliche.

Secondo te la pioggia aumenta o riduce gli effetti nocivi del particolato?
La pioggia riduce gli effetti nocivi del particolato, semplicemente perchè abbatte i livelli di inquinanti nell’aria, che vengono portati a terra dalle gocce d’acqua.

Qual è la stagione che contribuisce ad aumentare la concentrazione degli elementi inquinanti presenti nell’aria?
I più gravi episodi di inquinamento si verificano in condizioni di inversione termica, ovvero quando l’aria a livello del terreno è più fredda di quella in quota. In questi casi infatti gli inquinanti emessi al di sotto della quota di inversione (a meno di possedere un’energia meccanica sufficiente a forare l’inversione), non riescono ad innalzarsi poiché risalendo si trovano ad essere comunque più freddi e dunque più pesanti dell’aria circostante.
Questa situazione è tipica dei mesi invernali.

Quali sono le 2 fasce di popolazione più esposte agli impatti negativi dell’inquinamento atmosferico?
Nelle persone sensibili (come gli asmatici e le persone con malattie polmonari e cardiache preesistenti) e nei bambini, c´è ragione di temere un peggioramento della meccanica respiratoria (diminuzione della funzione polmonare) ed uno scatenamento di sintomi (es.tosse o un attacco di asma), nonché un´alterazione dei meccanismi di regolazione del cuore e della coagulazione del sangue alla presenza di alti livelli di inquinamento atmosferico.

Qual è la città più inquinata d’Italia?
Secondo i dati del 2014, che potete trovare nel dossier Mal’Aria di Legambiente (scaricabile a questo link), la più grande città italiana con il maggiore numero di superamenti dei limiti di PM10 è Torino.

Qual è la città più inquinata dell’Emilia Romagna?
Sempre secondo i dati del Dossier Mal’Aria, la città più inquinata dell’Emilia Romagna nel 2014 è Parma. Potete vedere la classifica completa delle città dell’Emilia Romagna a questo link

Qual è la zona d’Europa con il maggior inquinamento atmosferico?
L’Italia rappresenta una delle situazioni più critiche anche a livello europeo, soprattutto per quanto riguarda il PM10, il PM2,5 e l’ozono, come si evince dai dati dell’ultimo “Rapporto sulla Qualità dell’aria 2014” (scaricabile a questo link) redatto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente. Il nostro è il Paese con il più alto numero di morti premature dovute all’inquinamento da ozono: con circa 3.400 vittime all’anno (dato relativo al 2011) precede la Germania, la Francia e la Spagna. La situazione più grave in Italia è il bacino padano, a causa della sua conformazione che non favorisce il ricircolo dell’aria, con un conseguente aumento degli inquinanti.

Quali sono gli strumenti che ritieni più idonei per ridurre l’inquinamento atmosferico?
Questa la nostra posizione: per ridurre le emissioni industriali occorre avviare la rapida approvazione delle Autorizzazioni Integrate Ambientali per gli impianti nuovi ed esistenti e promuovere l’applicazione delle migliori tecnologie disponibili per ridurne gli impatti. Bisogna poi uscire dalla dipendenza dai combustibili fossili puntando su fonti energetiche rinnovabili; investire nella riqualificazione energetica degli edifici per ridurne i consumi e migliorarne l’efficienza e l’isolamento termico, garantendo così una riduzione nelle emissioni dagli impianti di riscaldamento domestici e affrontare uno dei nodi principali: il trasporto a livello urbano ed extra urbano. Oggi l’Italia continua ad avere il record per numero di auto per abitante, 65 ogni 100 contro una media europea di 48 circa, con un tasso di motorizzazione addirittura in crescita negli ultimi anni, e il trasporto privato continua ad essere la modalità più diffusa per muoversi verso le città e al loro interno. Solo invertendo questa tendenza e garantendo un trasporto pubblico efficace e competitivo si possono restituire ai cittadini una migliore qualità dell’aria e della vita

Sai dove trovare i dati sui livelli di inquinamento dell’aria della tua città?
I dati aggiornati giornalmente sulla qualità dell’aria dell’Emilia Romagna, sono reperibili sul sito di Arpa (Agenzia regionale Protezione Ambiente). Li puoi trovare a questo link

Cosa pensi dell’affermazione “L’esposizione all’inquinamento dell’aria è un elemento fortemente cancerogeno”?
Il particolato atmosferico è da molti anni ormai considerato tra gli inquinanti di maggior impatto sulla salute delle persone, per via delle sue “capacità” di essere facilmente inalato dall’apparato respiratorio e per le alte concentrazioni che si registrano specialmente in ambiente urbano. Secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (IARC), l’inquinamento atmosferico è cancerogeno per la salute umana, specialmente per ciò che concerne il particolato atmosferico o polveri sottili e risulta spesso associato ad una maggior incidenza del cancro. Le particelle fini (denominate in seguito PM10 e PM2,5) possono originarsi, oltre che per cause naturali, anche per cause antropiche (come l’usura dell’asfalto, dei pneumatici e delle pastiglie dei freni delle vetture, per la combustione dei motori e per quella degli impianti di riscaldamento solo per citarne alcune).

Cosa pensi della teoria secondo cui più le abitazioni sono vicine ad una grande arteria stradale più aumenta l’impatto degli agenti inquinamenti del traffico?
Esistono studi scientifici che dimostrano la correlazione tra incidenza di malattie respiratorie e vicinanza agli assi stradali, anche in base alle concentrazioni di inquinanti misurate.

Cosa pensi dell’inquinamento atmosferico causato dal traffico veicolare?
Noi crediamo che mettendo in campo un diverso modello di mobilità, incentivando il trasporto pubblico soprattutto su ferro, e favorendo ciclisti e pedoni, sia possibile ridurre gli inquinanti dell’aria nelle nostre città.

Sai che esiste una Direttiva Europea che fissa un limite al superamento delle polveri sottili presenti nell’aria delle città?
La direttiva europea fissa in un massimo di 35 giorni l’anno la possibilità di superare il limite di concentrazioni di PM10 nell’aria, che è fissato in 50 microgrammi per metro cubo d’aria come media giornaliera sulle 24 ore. A questo link puoi trovare i dettagli della direttiva europea.

Quale credi sia la posizione della tua città rispetto a questi limiti?
La risposta la puoi trovare da solo/a, dopo aver visto i dati di Arpa Emilia Romagna….