A Cesena al via oggi il Forum energia di Legambiente Emilia-Romagna:

il gas fossile continua ad essere con il 65%, la principale fonte di produzione di energia elettrica. Attenzione concentrata sui progetti di impianti eolici autorizzati e in progetto sul territorio regionale: “Servono norme in linea con gli obiettivi della transizione energetica e certezze sui tempi delle aste”

Legambiente: “È inaccettabile che i progetti offshore previsti tra Ravenna e Rimini, tra i pochissimi approvati in Italia, siano ancora fermi al palo in attesa delle aste per la remunerazione degli operatori, mentre il rigassificatore di Ravenna sia stato autorizzato in soli 6 mesi.  Bisogna cambiar rotta velocemente per cercare di arrivare agli obiettivi del 2030: si trovino le condizioni per dare certezze agli impianti eolici progettati laddove l’impatto ambientale sia valutato compatibile con le caratteristiche del territorio.”

Focus sui contratti a lungo termine: “Utili a garantire prezzi fissi ai consumatori, siano elemento di valutazione in positivo per i nuovi impianti. Serve una campagna di formazione dedicata per pubblica amministrazione ed imprese.”

 A sostegno del Forum Energia, anche Goletta Verde con il blitz a largo delle coste di Ravenna

per dire “No alle trivelle”, “Sì alle rinnovabili e all’eolico offshore”.

Domani la campagna di Legambiente porterà in primo piano a Cesenatico anche il tema dell’erosione costiera con l’incontro “La costa dell’Emilia Romagna tra fragilità e opportunità”

e mercoledì 24 giugno presenterà in conferenza stampa i dati del monitoraggio delle acque

 

Foto e Video del convegno

 

L’Emilia-Romagna deve pensare al suo futuro energetico e investire sulle fonti rinnovabili, a partire dallo sviluppo del settore eolico. È inaccettabile che i progetti di eolico offshore su fondazioni – previsti tra Ravenna e Rimini, tra i pochissimi approvati in Italia, siano ancora fermi al palo mentre il rigassificatore di Ravenna sia stato autorizzato in soli 6 mesi.  Altri impianti, anche al di fuori del territorio regionale, restano bloccati per contenziosi tra Regioni. Bisogna cambiar rotta velocemente per cercare di arrivare agli obiettivi del 2030, promuovendo una campagna di consapevolezza sulla rilevanza dell’energia eolica per il territorio regionale, a complemento della produzione fotovoltaica oggi preponderante tra le rinnovabili.

Questo è in, sintesi, il messaggio che è stato lanciato oggi da Legambiente Emilia-Romagna durante il Forum Energia organizzato a Cesena. A sostegno del Forum Energia, anche Goletta Verde 2026 di Legambiente, la storica imbarcazione di Legambiente in arrivo in Emilia-Romagna, ha organizzato in navigazione un blitz a largo delle coste di Ravenna srotolando uno striscione davanti a uno degli impianti a mare di estrazione di gas metano per dire No alle trivelle, sì alle rinnovabili e all’eolico offshore nell’Alto Adriatico

 

La transizione energetica è stata il centro del dibattito, organizzato in collaborazione con Magis, Gruppo Fera e Agnes, che  ha visto intervenire oggi al Forum Energia: Davide Ferraresi, presidente Legambiente Emilia-Romagna, Attilio Piattelli, presidente coordinamento FREE, Giovanna Claudia Rosa Romano, dirigente Area Energia ed Economia verde – Regione Emilia-Romagna, Alessandro Rossi, Responsabile Energia & Ambiente – ANCI Emilia Romagna, Emilio Sani, componente del Consiglio Direttivo – Italia Solare, Pamela Polvani, responsabile area retail Click to Green – Gruppo FERA, Vincenzo Colla, vicepresidente Regione Emilia Romagna, Stefano Ciafani, presidente Legambiente, Katiuscia Eroe, responsabile energia Legambiente, Alberto Bernabini, Amministratore Delegato – Agnes, Marco Giusti direttore Ingegneria e Ricerca Gruppo Magis, Andrea Betti, vice presidente di Confagricoltura Emilia Romagna.

In Italia l’eolico offshore rappresenta una delle grandi occasioni ancora incompiute della transizione energetica. La gran parte delle proposte si concentra nei mari del Sud e delle Isole: Puglia, Sicilia e Sardegna raccolgono da sole 86 progetti, con oltre 66 GW di potenza complessiva. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di impianti galleggianti, una tecnologia particolarmente adatta ai fondali profondi. Ma il divario tra potenziale e realtà resta enorme. Solo pochi grandi progetti hanno già ottenuto una valutazione ambientale positiva, mentre la maggior parte delle iniziative è ancora bloccata o in corso di valutazione.

In Emilia-Romagna sono stati valutati positivamente due progetti di eolico offshore: l’Hub Energetico Agnes Romagna 1 e 2, che prevede aerogeneratori fissi di una potenza complessiva di 700 MW unite a 100 MW di fotovoltaico flottante ed è già autorizzato, e il parco eolico di Rimini, con potenza prevista di 330 MW e tecnologia fissa. Nonostante l’enorme potenzialità, questi progetti sono in attesa delle aste che servono a stabilire la remunerazione degli operatori.

 La produzione energetica dai campi dell’eolico offshore rappresenta una possibilità enorme per l’Emilia-Romagna di ridurre il ritardo al raggiungimento degli obiettivi al 2030. Eppure, l’Emilia-Romagna continua a puntare sulle fonti fossili. Nel 2024 ha consumato 27.081 GWh di energia elettrica e ne ha generati 21.463 GWh, di cui il 68,5% da fonti fossili, e il 65,2% con una produzione di 13.992 GWh da gas fossile, fonte protagonista nella regione.

L’energia prodotta da fonti rinnovabili, pari a 6.761 GWh/a, è stata in grado di coprire 24,9% dei consumi elettrici della Regione, ben al di sotto della media nazionale. Se in questo territorio le installazioni proseguiranno con la media tenuta dal 2021 ad oggi, la Regione arriverebbe al suo obiettivo con un ritardo di 5,6 anni.

Ai progetti di eolico offshore si uniscono poi gli impianti eolici su terraferma, sui quali gravano le previsioni della recente legge regionale sulle aree idonee: la legge ha posto condizioni eccessivamente stringenti, a partire da una produzione minima di 2300 ore equivalenti (parametro tecnico che definisce la quantità di energia producibile in funzione della potenza dichiarata dell’impianto), totalmente disallineata con la media nazionale di producibilità degli impianti che si attesta sulle 1800-2000 ore equivalenti. Sempre rispetto agli impianti a terra, perdurano anche situazioni di contenzioso tra Emilia-Romagna e Regioni confinanti a causa del dichiarato impatto paesaggistico di impianti già autorizzati: questo si configura come blocco di fatto alla realizzazione di questi impianti.

 

“Anche quest’anno il passaggio di Goletta Verde è un’occasione per mettere in luce la situazione preoccupante della politica energetica dell’Emilia-Romagna – dichiara Davide Ferraresi, Presidente Legambiente Emilia-Romagna – Il rigassificatore di Snam a Ravenna, avviato a maggio del 2025 con una capacità di 5 miliardi di metri cubi/anno, è un chiaro segno di politiche che vanno nella direzione opposta a quella necessaria per contrastare crisi climatica, energetica e sociale. L’Emilia-Romagna deve impegnarsi ad investire in politiche di accelerazione delle rinnovabili, senza porre limiti burocratici tout court e spingere il Governo a sbloccare i progetti di eolico offshore che ancora aspettano le aste, per poter raggiungere gli obiettivi nazionali previsti per il 2030 e cercare di arrivare alla totale produzione e consumo energetico da fonti rinnovabili.”

 

L’Italia ha bisogno di hub energetici innovativi per sviluppare le tecnologie necessarie alla graduale sostituzione del gas come fonte di energia. La Romagna con i suoi bassi fondali e lue competenze industriali rappresenta il miglior punto di partenza possibile per il Paese- dichiara Alberto Bernabini amministratore delegato di AGNES. Eppure ad oggi il governo sta rallentando il suo sviluppo prima annullando le aste previste dal 2024 e ora volendo introdurre nuove regole che limitano la costruzione di impianti in alto Adriatico introducendo tariffe e contingenti penalizzanti per gli impianti nelle regioni Friuli, Veneto, Emilia Romagna e Marche. Oggi gli eolici offshore in sviluppo in queste regioni vengono considerati “troppo avvantaggiati “ per partecipare in gara con il resto d’Italia e si vuole introdurre una limitazione di contingente e di tariffa. Chiediamo pertanto al governo di sboccare le aste sull’eolico offshore senza ulteriori  ritardi.”

“La transizione energetica è sempre più urgente, sia per la crisi climatica, che per il costo dell’energia – dichiara Marco Giusti Direttore Ingegneria e Ricerca, gruppo Magis. Invece la transizione avanza lentamente e saltella su una sola gamba: il fotovoltaico, in quanto l’eolico è quasi fermo. Occorre più volontà politica e pianificatoria, e occorre impegnarsi per spiegare ai cittadini e alle Amministrazione perché questa è la cura e non la malattia”.

Power Purchase Agreements: contratti a lungo termine per far parlare produttori e consumatori

Il convegno si è poi concentrato sullo strumento dei Power Purchase Agreements (PPA), i contratti a lungo termine già inclusi nella legge regionale sulle aree idonee come elemento di valutazione dei progetti di impianti fotovoltaici.

I PPA, ovvero contratti stipulati direttamente tra produttore di energia rinnovabile e consumatore, costituiscono una garanzia di compravendita di energia a prezzo fisso; quindi, di certezza di remunerazione per chi produce e di riduzione dell’incertezza del prezzo di acquisto per le imprese energivore che li stipulano. La produzione di energia sui territori contribuisce inoltre alla riduzione dei prezzi zonali, legati alla capacità di generazione di energia da fonti rinnovabili da impianti. PPA e prezzi zonali si configurano quindi come opportunità per favorire l’accettazione di nuovi impianti a rinnovabili da parte dei territori che li accolgono, creando un legame di compartecipazione con le comunità locali che rafforza le ricadute positive della transizione energetica.

“Da oltre 25 anni il Gruppo FERA è impegnato nella produzione di energia 100% green – dichiara Pamela Polvani, Sales Manager di Click to Green, la società di vendita energia del Gruppo FERA – con l’obiettivo di contribuire a un futuro sostenibile per le prossime generazioni. Grazie ai nostri 12 parchi eolici e ai 3 impianti a biogas, manteniamo un legame costante con i territori, convinti dell’importanza di restituire valore alle risorse locali e di tutelarle nel tempo. Nella nostra attività, sia i contratti PPA sia la vendita tramite distribuzione generano un impatto economico positivo sui territori, contribuendo anche alla riduzione dei costi dell’energia per i consumatori”.

“La direzione in cui si sta muovendo il mondo è chiara, quest’anno gli investimenti sulle fonti rinnovabili sono state quasi il doppio di quelle fossili – dichiara Stefano Ciafani, presidente Legambiente – Per uno sviluppo sostenibile bisogna smetterla di cercare false soluzioni e investire sull’energia pulita delle rinnovabili, l’unica strada che può garantire crescita economica, aumento dei posti di lavoro e riduzione dei costi energetici. Non possiamo continuare ad aspettare lungaggini burocratiche che non fanno altro che rallentare la corsa agli obiettivi europei del 2030. I due progetti di eolico offshore approvati in Emilia-Romagna e ancora fermi sono l’esempio lampante di un paese che ancora fatica ad avere una visione sostenibile del futuro. Dobbiamo accelerare i tempi, e dobbiamo iniziare subito”.

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