I vincitori della quarta edizione del Premio Economia Verde

Pubblicato il 12 marzo 2015

Storie di Economia Verde ed Innovativa: assegnati i riconoscimenti della quarta edizione del Premio Economia Verde Emilia Romagna

Presentato nella mattinata il nostro documento “Ambiente e lavoro”, con le proposte per il lavoro e lo sviluppo della regione.

Consegnati questa mattina nella sede di Unioncamere Emilia Romagna, i riconoscimenti ai vincitori della quarta edizione del Premio Economia Verde dell’Emilia-Romagna rivolto alle aziende promotrici di politiche imprenditoriali a favore dell’ambiente.

Tre le categorie dei premi: agricoltura, industria e servizi. Ad aggiudicarsi i premi nelle diverse sezioni, e le tre menzioni speciali, sono state le seguenti imprese.

Premio Agricoltura
AZIENDA AGRICOLA LE CAPRE DELLA SELVA ROMANESCA (MO)

Per aver dimostrato di saper superare lo svantaggio economico dei territori montani coniugando il recupero di antiche tradizioni artigianali, la ricerca della qualità di prodotto e spirito imprenditoriale. L’azienda agricola è attiva nel campo dell’allevamento capre, e nella produzione e trasformazione di latte caprino biologico in formaggi e yogurt biologici.

Premio Industria
FLORIM CERAMICHE (MO)

Per la continuità e la consistenza dell’impegno dedicato ad una maggiore sostenibilità dei processi industriali in un settore fortemente impattante, e per l’attenzione al riciclo nella creazione di nuovi prodotti.
Nel processo di industrializzazione è stata dedicata un’attenzione scrupolosa all’ottimizzazione delle risorse e dell’energia, realizzata nel corso degli anni grazie a numerosi interventi green, sia attraverso la produzione di energia da fonti rinnovabili che con l’ottimizzazione dei processi produttivi.

Premio servizi
EXECUTIVE SERVICE (BO)

Per l’attenzione e l’impegno verso il problema dei consumi energetici generati da internet e dalle tecnologie ad esso collegate, e per le soluzioni aziendali messe in campo per rendere ecosostenibile la propria attività di “data center”.
L’azienda ha dato vita nel 2013 ad un progetto di web farm chiamato “Hosting sostenibile”, fondato sull’offerta di servizi di hosting ospitati in una struttura alimentata da energia solare in autoconsumo.
In continuità con questa linea di lavoro, nel 2014 Executive Service ha voluto estendere il concetto di sostenibilità a tutta l’attività aziendale, con la costruzione di una nuova sede a Castel San Pietro Terme che costituisce il primo GREEN DATA CENTER di tutto il Sudeuropa e mediterraneo a emissioni zero: 00GATE.

Menzione politiche d’impresa
FIVE – FABBRICA ITALIANA VEICOLI ELETTRICI (BO)

Per aver prodotto il primo ciclomotore elettrico alimentato a energia solare, e per aver attuato un piano di rilocalizzazione della produzione dalla Cina all’Italia.

Menzione etica d’impresa
PICTOR SOCIETÀ COOPERATIVA SOCIALE – IMPRESA SOCIALE (BO)

Per il lungo impegno dedicato alla valorizzazione e al reinserimento sociale delle persone con disagio psicologico nell’ambito di attività improntate alla salvaguardia dell’agricoltura tradizionale e biologica.

Menzione GPP- Acquisti Verdi
AR-CO CHIMICA (MO)

Per la sostenibilità del cleaning professionale e l’offerta di prodotti idonei alla qualificazione
ambientale nelle procedure pubbliche di appalto.

“Nelle aziende premiate dalla giuria – dichiara Marco Sebastiano, direttore Legambiente Emilia Romagna – si ritrovano scelte coerenti con la nostra idea di economia verde: l’azienda agricola che investe sull’allevamento e la trasformazione biologica in montagna, e che si fa carico del recupero di vecchi rustici e di un casello ormai dismesso; lo sforzo di un’industria ceramica per ridurre i propri impatti attraverso innovazione nei processi energetici e nell’uso delle risorse; l’attenzione alla sostenibilità del web e dell’economia digitale (un settore comunque fortemente energivoro) che porta al primo data center ad emissioni zero”.

Durante la mattinata, abbiamo inoltre presentato il documento “Ambiente e lavoro” (scaricabile a questo link), con le nostre proposte sulle strade che la regione Emilia Romagna deve intraprendere per poter migliorare la situazione ambientale e contemporaneamente per rimettere in moto l’economia. In ogni settore, dai rifiuti all’edilizia, dal turismo all’agricoltura, sono state individuate proposte di intervento che in buona parte vengono dagli esempi più lungimiranti del mondo economico, ma che troppo spesso rimangono al palo a causa del freno delle lobby e degli interessi consolidati.

Nel documento ricordiamo l’elevato numero di posti di lavoro che potrebbero crearsi con l’aumento della raccolta differenziata e il riciclaggio, oppure che riuscire ad attivare interventi di rigenerazione edilizia, come il cappotto sul 4% degli edifici ogni anno, porterebbero a fine mandato della Giunta, ad avere oltre 127 milioni di euro di risparmi in bolletta nelle tasche di imprese e cittadini regionali.
Sul settore turistico invitiamo a stimolare la competitività attraverso la diversificazione, la destagionalizzazione e l’innovazione dell’offerta, a promuovere lo sviluppo di un turismo sostenibile e di qualità con misure valide tanto per la zona costiera, quanto per quelle aree appenniniche in cui il turismo può essere elemento di supporto ed integrazione all’economia rurale.
Infine ribadiamo la necessità di rivedere il sistema di fiscalità sul prelievo e l’uso di risorse limitate come inerti, acque minerali e suolo edificabile, che attualmente è iniquo e fortemente sbilanciato a favore delle rendite: l’aumento dei canoni consentirebbe il recupero di fondi necessari per innescare un meccanismo di interventi virtuosi nel settore della riqualificazione energetica, degli interventi idraulici ecocompatibili, delle bonifiche ecc.

“Questo lavoro – dichiara Lorenzo Frattini, presidente Legambiente Emilia Romagna – nasce dalla convinzione che per dare concretezza alle facili esternazioni sulla green economy, occorrono norme e provvedimenti adeguati, frutto di competenza e approfondimento. Le imprese virtuose ed innovative ci sono già, ma spesso trovano un contesto normativo che non le aiuta e che privilegia le rendite di posizione. Certo servono leggi nazionali, ma ci sono molti provvedimenti di competenza della Regione e dei Comuni: pensiamo agli straordinari risultati che si produrrebbero con una vera politica green negli appalti e nelle forniture, oppure mettendo mano in modo massiccio all’adeguamento degli impianti di illuminazione pubblica”.