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11 luglio Big Jump! Legambiente invita ad un tuffo simbolico nel Po per salvare il grande fiume | Legambiente Emilia-Romagna APS

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11 luglio Big Jump! Legambiente invita ad un tuffo simbolico nel Po per salvare il grande fiume

Alle 15 un tuffo simbolico nel Po a Motta Baluffi (CR), con ritrovo all’acquario del Po, passaggi in barca da Stagno di Roccabianca (PR)

Legambiente aderisce anche quest’anno al Big Jump la campagna europea di European Rivers Network (ERN) organizzando in alcuni corsi d’acqua tuffi simbolici per sensibilizzare   l’opinione   pubblica   sulla   qualità   delle  acque  e  sul  recupero  della  balneabilità.

Per la nostra regione l’appuntamento è Domenica 11 Luglio alle 15 con il circolo Legambiente Aironi del Po all’acquario del Po di Motta Baluffi, sulla sponda cremonese del Grande Fiume. Nell’occasione, il circolo di Legambiente organizza un servizio di passaggio in barca da Stagno di Roccabianca, sulla sponda parmense.

I fiumi italiani costituiscono un patrimonio importantissimo per il nostro Paese: paesaggi ed ecosistemi che contribuiscono a rendere unica l’Italia! Spesso, però, sono aggrediti da abusivismo, inquinamento, escavazioni in alveo, cementificazioni, consistenti captazioni delle acque per uso idroelettrico o irriguo. In questi ultimi decenni il rapporto con il fiume è completamente cambiato, se da un lato è imbrigliato, canalizzato, regolato, asciugato, dall’altro è terra di nessuno, o peggio, terra dell’emarginazione e del disagio. Siccità e alluvioni sono due facce di una stessa realtà, sempre più tangibile con l’estremizzazione degli eventi, grazie al forte cambiamento climatico in atto. Il fiume non può essere considerato “altro” rispetto al territorio in cui è inserito, esso vive in un territorio e lo fa vivere in un intreccio di equilibri che pone la sua radice nella notte dei tempi. Solo con il recupero di questo antico rapporto, attraverso un corretto uso congiunto suolo-acqua e una razionale destinazione d’uso dei territori, è possibile ritornare almeno in parte all’equilibrio perso e attenuare così i paurosi effetti degli eventi estremi con i quali ci toccherà di fare i conti nel futuro prossimo anche a causa dei cambiamenti climatici.