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Dossier Ecosistema Scuola 2012 | Legambiente Emilia-Romagna APS

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Dossier Ecosistema Scuola 2012

Il rapporto annuale sulla qualità dell’edilizia scolastica.

Trento, Piacenza e Verbania in testa alla graduatoria della qualità dell’edilizia scolastica. Bene anche le altre province emiliano-romagnole.

“Preoccupante il forte calo d’investimenti per manutenzione straordinaria e ordinaria, anche in Emilia-Romagna”.

Ripartire dall’edilizia scolastica dopo il terremoto: prosegue il progetto di ricostruzione green della scuola di San Felice sul Panaro (MO).

Giunto alla XIII edizione, il dossier Ecosistema Scuola, annuale rapporto sulla qualità dell’edilizia scolastica, è stato presentato questa mattina a Torino. Ma la fotografia che ne esce non è per nulla confortante.
Un’edilizia scolastica vecchia e ferma sugli storici problemi legati alla sicurezza. Sono infatti ancora troppe le emergenze irrisolte, poche le eccellenze e i passi avanti. La messa a norma delle scuole resta il tallone d’Achille numero uno: quasi la metà degli edifici scolastici non possiede le certificazioni di agibilità, più del 65% non ha il certificato di prevenzione incendi e il 36% degli edifici ha bisogno d’interventi di manutenzione urgenti. Senza contare che il 32,42% delle strutture si trova in aree a rischio sismico e un 10,67% in aree ad alto rischio idrogeologico. È questa la fotografia scattata da Ecosistema Scuola 2012, il rapporto di Legambiente sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 96 capoluoghi di provincia. Gli unici passi avanti fatti dalle scuole riguardano la sostenibilità e il monitoraggio dell’amianto.
Dati che confermano lo stallo in cui si trova la qualità del patrimonio dell’edilizia scolastica italiana, che fatica a migliorare anche a causa del freno agli investimenti generato dal Patto di Stabilità.

In generale dalla fotografia di Ecosistema Scuola 2012 anche quest’anno si riconfermano in testa alla graduatoria nazionale le città capoluogo del centro nord. Svetta al primo posto in classifica Trento, seguito da Piacenza (2°), con una risalita di ben sette posizioni rispetto allo scorso anno, Verbania (3°), Prato (4°), Parma (5°), Reggio Emilia (6°), Pordenone (7°), Asti (8°), Terni (10°) che si confermano anche quest’anno nella top ten della graduatoria, quindi la nuova entrata Forlì (9°). Sul fronte delle regioni a guidare la classifica sono l’Emilia Romagna e il Piemonte, rispettivamente con 4 e 2 città tra le prime dieci, che con il Trentino Alto Adige e la Toscana si distinguono sulla qualità dei servizi e dell’edilizia scolastica.

Dalla nostra indagine emerge che su 7.139 edifici scolastici di competenza dei comuni capoluogo di provincia presi in esame, circa il 60% è stato costruito prima del 1974, anno dell’entrata in vigore della normativa antisismica, mentre solo il 7% negli ultimi 20 anni. In particolare i nuovi edifici non sono costruiti secondo le tecniche sostenibili e innovative. Solo l’8,22% risulta costruito con criteri antisismici e lo 0,47% secondo criteri della bioedilizia.

Il dossier  sottolinea, inoltre, come negli ultimi due anni ci sia stato un calo totale degli investimenti in tutta Italia, con una contrazione in media di 40 milioni di euro per la manutenzione straordinaria per edificio scolastico. Regioni come Toscana, Piemonte ed Emilia-Romagna, da sempre fiori all’occhiello del settentrione nella gestione virtuosa dell’edilizia scolastica, dal 2008 ad oggi hanno registrato una diminuzione del 50% degli investimenti in manutenzione straordinaria e ordinaria (meno 55%), rivelando delle difficoltà nel mantenere la qualità degli standard di cura degli edifici.
In particolare la regione Emilia-Romagna, dopo anni di grandi investimenti nella manutenzione straordinaria, oggi impegna circa il 60% in meno della media nazionale.
Elemento positivo della regione è invece il dato sulla presenza di fonti rinnovabili sugli edifici, che con il 20% delle strutture interessate, vede l’Emilia Romagna tra i primi posti della classifica nazionale, anche se molta strada rimane da fare per arrivare ad una copertura totale.

“La contrazione degli investimenti in manutenzione ci preoccupa non poco”, afferma Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente Emilia-Romagna. “La nostra regione ha da sempre posto la scuola e la sicurezza negli edifici scolastici come un’importante voce nei bilanci annuali: per questo motivo gran parte delle città emiliano-romagnole svettano positivamente nelle classifiche dei nostri dossier. Ma il drastico calo d’investimenti registrato negli ultimi anni non ci fa ben sperare per il futuro. Tale freno imputabile tanto ai tagli agli enti locali e alle regioni, quanto al Patto di Stabilità, determina effetti negativi sulla sicurezza delle strutture, con ricadute anche sul versante economico. E’ infatti sempre più difficile fare lavorare le imprese su interventi di manutenzione diffusa. Un discorso che diviene ancor più centrale per i territori e le comunità in zone sismiche”.

Per questa ragione abbiamo dato vita ad un importante progetto di solidarietà per la ricostruzione green della scuola di San Felice sul Panaro, uno dei comuni colpiti dal terremoto avvenuto nel maggio di quest’anno.
Legambiente, in accordo con l’amministrazione del paese emiliano ha deciso di adottare la Scuola Media Giovanni Pascoli, uno dei 200 edifici scolastici emiliani danneggiati o gravemente compromessi a causa dei ripetuti eventi sismici. Con tale accordo abbiamo promeso di adoperarsi con costanza per raccogliere fondi attraverso campagne e iniziative organizzate dai propri circoli locali, cercando il più possibile di coinvolgere aziende del mondo della green economy per introdurre migliorie ambientali ed energetiche nel nuovo edificio scolastico, una volta realizzati gli interventi strutturali. La scuola costruita negli anni ‘70, in cemento armato con serramenti in alluminio senza taglio termico, servita da teleriscaldamento, oggi in classe energetica G, attraverso questo progetto punta ad una forte contrazione dei consumi. Il progetto non prevede solo la ristrutturazione dell’edificio, ma andrà ad arricchire anche il piano didattico attraverso attività extrascolastiche che aiuteranno i ragazzi a capire meglio i temi dell’educazione ambientale e della sostenibilità.

Scarica il dossier Ecosistema scuola 2012