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2020, #opereprioritarie per il Green New Deal in Emilia-Romagna

170 opere pubbliche, 11 emergenze nazionali: ecco le priorità del Paese

Il contributo di Legambiente al governo e al dibattito pubblico per aumentare la qualità della vita, recuperare ritardi nelle infrastrutture, produrre un salto di qualità nella modernità

 

Sono 170 le opere pubbliche individuate a livello nazionale per fare aprire i cantieri e rilanciare investimenti e occupazione. Alla faccia delle polemiche sull’ambientalismo “del no”, abbiamo realizzato un elenco certosino, suddiviso per Regione e per tipologia di intervento – messa in sicurezza, bonifica, trasporti, infrastrutture – di opere grandi, medie o piccole che consentirebbero agli italiani di vivere meglio. I criteri adoperati per la loro selezione sono, infatti, quelli dell’utilità per i cittadini e i territori, del miglioramento della sicurezza sismica, idrogeologica e sanitaria, dell’innovazione nel sistema della mobilità, di un minore consumo delle risorse naturali e di materia, della transizione energetica.

In particolare in Emilia-Romagna riteniamo importante dare priorità a:

 

TRASPORTI – Pontremolese, una ferrovia per collegare il Tirreno all’Europa
Il collegamento ferroviario La Spezia-Pontremoli-Parma-Verona-Brennero rappresenta un asse fondamentale per lo sviluppo dei territori da essa attraversata, così come per l’intero Paese. Attualmente la linea ferroviaria cosiddetta Pontremolese collega Parma con La Spezia passando per la Toscana, e attraversa alcuni centri vitali dell’Appennino, come Pontremoli (MS) e Borgo Val di Taro (PR), Comuni che fanno da riferimento per quelle aree marginali. Lungo i 103 km di linea sono presenti anche fermate minori di servizio ai pendolari. La linea è per il 50% a binario unico e mostra pendenze elevate che riducono le dimensioni utili di treni, soprattutto quelli per le merci. La ferrovia rappresenta un pezzo potenziale del corridoio Tirreno-Brennero (TI-BRE) che dovrebbe connettere persone e merci dal centro-nord dell’Europa alle vie marittime del Tirreno. Al Brennero circola oggi circa il 40% del traffico merci alpino ed è in corso di realizzazione un nuovo traforo per la linea ferroviaria. Su questa via il porto di La Spezia rappresenta uno dei principali punti di arrivo delle merci in containers e il principale porto per l’utilizzo del trasporto su ferro. Sono innumerevoli le opportunità strategiche nell’ammodernamento di questa linea: maggiore sostenibilità ambientale dei trasporti, innovazione e competitività del settore logistico, aumento della fruibilità turistica (sia dei capoluoghi che dei comuni minori) e, infine, presidio importante contro lo spopolamento delle aree interne contigue la linea. Inoltre, l’investimento sulla
Pontremolese darebbe un forte stimolo all’istituzione del Parco nazionale del Fiume Magra. Eppure, nonostante l’enorme potenziale della linea e nonostante il raddoppio sia stato preventivato
25 anni fa, a oggi la tratta vede significative strozzature, inadatta al traffico merci moderno. I tempi di percorrenza sono lunghissimi e ci sono forti limiti alla lunghezza dei convogli. I progetti di
investimento sono proceduti a singhiozzo: il raddoppio del binario tra Solignano e Osteriazza (già completato e dal costo di 400 milioni) non genera oggi vantaggi in assenza del completamento fino a Parma. Il raddoppio della tratta fondamentale tra Parma e Vicofertile dal costo di 234 mln di euro, sarebbe facilmente cantierabile essendo già stato approvato il progetto definitivo di RFI, con parere positivo del Ministero dell’Ambiente. Tali risorse erano state messe dal Governo Prodi e poi tolte al tempo del Governo Monti per i ritardi procedurali di RFI. Oggi sarebbe possibile riavviare i lavori dato che nel 2018 parte delle risorse sono state individuate dal governo Gentiloni, mentre l’opera è stata reinserita nel programma pluriennale degli investimenti di RFI. Infine il collegamento delle merci del porto ligure col traforo del Brennero sarebbe possibile agevolmente sia adeguando la tratta Parma-Piadena-Mantova (la cui elettrificazione è stata valutata
in 80 mln di euro), che la linea Parma-Suzzara-Mantova. Su entrambe le linee (non elettrificate) si attendono da tempo gli interventi necessari.

 

MOBILITÀ URBANA – Completare il Sistema Ferroviario Metropolitano di Bologna
Il progetto nato nel 1998 doveva essere completato nel 2011. La piena funzionalità del servizio non arriverà prima del 2030. Nonostante la realizzazione del 70% del progetto, restano da realizzare nei prossimi anni alcuni interventi sul nodo ferroviario di Bologna (nuova interconnessione AV linea Bologna-Venezia, asse stradale Nord-Sud, Terminal People Mover, restyling stazione storica e sistemazione Piazza Medaglie d’Oro, ripristino binari alti di superficie), che condizionano anche l’avvio a regime del Sistema Ferroviario Metropolitano (SMF). Una ulteriore mancanza è data
dall’assenza, all’interno della rete SFM, della linea SFM6 (prevista nel primo progetto) che sfruttava la cosiddetta linea di cintura e che avrebbe dovuto servire alcuni dei più rilevanti centri di interesse (CNR, Istituto Aldini, Fiera, CAAB). Le opere ancora da realizzare includono alcune importanti stazioni come Prati di Caprara, Ospedale S.Orsola, Borgo Panigale Scala e Bologna Zanardi, mentre altre stazioni rimangono da attrezzare e riqualificare. È necessario poi rendere fruibile la linea di Cintura nord attualmente limitata ai convogli merci, rendere passanti alcune linee presso la Stazione Centrale e aumentare i cadenzamenti più ravvicinati negli orari di punta (15′ o 30′). Mancano ancora circa 400 mln di euro che Stato e Regione devono ancora reperire per un progetto che prevede una frequenza di 800.000 passeggeri al giorno.

 

MOBILITÀ URBANA – Il Servizio Ferroviario Metropolitano Salsomaggiore-Fidenza-Parma
Sulla direttrice Salsomaggiore-Fidenza-Parma è in progetto l’utilizzo del treno come mezzo di trasporto cittadino. Questa linea suburbana di 32 km, nonostante se ne parli da quasi 15 anni, non
ha mai visto il servizio andare a regime. Il progetto originario prevedeva un transito di treni dedicati ogni 30 minuti per un tempo di percorrenza complessivo di 21 minuti. Tra le infrastrutture di nuova realizzazione sono previste le stazioni per l’Aeroporto di Parma (la fermata all’Aeroporto è ancora sulla carta), quella di Ponte Taro (da tempo finanziata con 3,1 mln di euro, la Provincia aveva annunciato l’inizio lavori nel 2010) e quella di Vaio (unica opera realizzata, con un costo di 1,37 milioni).

 

TRASPORTI – Ammodernamento della linea Modena-Sassuolo
La linea, lunga 19 km, serve 11 fermate e collega 3 poli sanitari (Policlinico di Modena, Villa Igea, Ospedale di Baggiovara con annesso Dipartimento di Sanità Pubblica e Medicina Legale), ed è a binario unico con interscambi nelle stazioni di Modena RFI, Modena Stazione Piccola e Formigine. A settembre 2019 i vetusti e inaffidabili rotabili precedenti sono stati sostituiti da più moderni e
affidabili ETR 350, migliorando il servizio offerto ai quasi 3000 utilizzatori giornalieri della linea. Permangono, purtroppo, tutti i problemi relativi ai passaggi a livello, alla linea elettrica e ai binari
che spesso sono causa di ritardi e, talvolta, soppressioni di corse. Per risolvere tali problemi, in particolare per eliminare parte dei 22 passaggi a livello presenti sulla Modena-Sassuolo, la Regione nel luglio 2019, per bocca dell’assessore ai trasporti Raffaele Donini, si è impegnata a investire fino a 20 milioni. Oltre a migliorare e potenziare la linea esistente è anche necessario realizzare la diramazione della linea da Formigine verso Maranello (sede del Museo Ferrari, visitato ogni anno da quasi 400.000 persone), con la possibilità di prolungarla fino a Vignola, per connettere la Modena-Sassuolo al Sistema Metropolitano bolognese.

 

TRASPORTI – Il ripristino della Ferrovia Budrio-Massa Lombarda non rimanga un sogno
Ripristinare la ferrovia nel tratto Budrio-Massa Lombarda significa creare un collegamento diretto tra Ravenna e Bologna oltre che il raccordo con il Servizio Metropolitano di Bologna e con tutte le destinazioni regionali e nazionali. La ferrovia Budrio-Massa Lombarda fu costruita nel 1887 e smantellata nel 1964, quando la “modernità” esigeva che il trasporto ferroviario fosse sostituito da quello automobilistico. Da diversi anni si parla della riattivazione della linea, riempendo pagine di programmi elettorali e delibere comunali. Negli anni è divenuta sempre più strategica per un efficiente trasporto pubblico sostenibile metropolitano e regionale. Si tratta di un breve tratto di 26 km, il cui sedime è rimasto terreno demaniale. Sarebbe quindi fattibile e toglierebbe molto traffico (e molto inquinamento) dalle strade: la direttrice Ravenna Bologna è dichiaratamente prossima alla saturazione del traffico su gomma. Proponiamo che il ripristino venga inserito nel Piano Regionale Integrato dei Trasporti 2025 e nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile di Bologna (PUMS).

 

Le 170 opere selezionate a livello nazionale sono molto diverse tra di loro per consistenza e per impegno finanziario, ma tutte sono bloccate o procedono a rilento e raccontano un’Italia fatta di inadempienze, rimpalli e contenziosi, cattiva progettazione, piani finanziari incerti, progetti troppo ambiziosi di project financing, lievitazioni dei costi, perdita di finanziamenti da parte della pubblica amministrazione locale, commissari straordinari nominati e revocati.

Le 11 emergenze nazionali messe nero su bianco da Legambiente vanno dal risanamento dei siti inquinati industriali agli impianti di depurazione, dalla bonifica delle discariche abusive alla necessità di avere discariche per il corretto smaltimento dell’amianto, dal deposito per le scorie radioattive a media e bassa attività allo smantellamento delle piattaforme offshore non produttive, dagli interventi di adattamento e riduzione del rischio idrogeologico all’abbattimento degli edifici abusivi, dalla ricostruzione post terremoto alla costruzione di impianti anaerobici per la produzione di biometano e compost di qualità, fino all’innovazione tecnologica nei piccoli comuni per fermare lo spopolamento delle aree interne.  

Il Dossier integrale è scaricabile al LINK.