Legambiente presenta i dati del suo nuovo rapporto Ecomafia sulle illegalità ambientali.
In Italia nel 2025 calano lievemente i reati ambientali: 35.735 quelli accertati
con una flessione del –12% rispetto al 2024, a fronte dei 1.460.611 controlli effettuati (+0,4%),
ma aumentano gli illeciti amministrativi (77.895, +11,4%).
Le violazioni complessive accertate dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto
salgono a 113.630, a una media di 13 ogni ora.
L’Emilia-Romagna si colloca a metà classifica, con 1434 reati, quasi 4 al giorno, con alcune province che rimangono sempre tra le prime negli anni per illeciti e reati legati al ciclo del cemento e dei rifiuti, settori tradizionali di interesse per la criminalità organizzata.
In Italia nel 2025 calano, dopo due anni di crescita, i reati ambientali, ma le ecomafie continuano a lasciare il segno sull’ambiente e a incrementare il loro business. In Emilia-Romagna si contano 1434 reati accertati, circa 4 al giorno, in lieve calo rispetto al 2025, a fronte di 95mila controlli effettuati, con 1200 persone denunciate, 9 arresti. Questa la fotografia scattata dal nuovo rapporto Ecomafia di Legambiente, presentato oggi a Bologna presso la sede della Fondazione Forense Bolognese, e frutto dell’elaborazione dei reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto nel 2025.
Calano anche gli illeciti amministrativi, poco più di 4mila a fronte dei quasi 5mila del 2024, ma aumentano i sequestri, da 245 a 289. Nella classifica per provincia ai primi posti troviamo sempre Rimini e Ravenna.
Il ciclo dei rifiuti continua a mantenere il primato per reati, 492 in tutta la regione, confermando come questo sia il settore su cui le ecomafie puntano nel 2025 mani e interessi. A livello nazionale è in forte crescita anche il numero degli incendi agli impianti di gestione (76 nel 2025, +24,7%). Al secondo posto i reati contro gli animali (dal bracconaggio alla pesca illegale, dai traffici di specie protette a quelli di animali da affezione fino agli allevamenti) con 446 reati accertati, 371 persone denunciate e 82 sequestri. Il ciclo cemento mantiene il primato degli illeciti amministratici (1291), mentre calano i reati ((abusivismo edilizio, violazioni penali in materia di urbanistica, cave illegali, tutela del paesaggio e appalti pubblici), “solo” 343, una flessione importante rispetto ai 656 accertati nel 2024, dovuta anche alla forte contrazione del mercato dell’edilizia.
A livello nazionale diminuiscono i reati contro il patrimonio culturale (2.276 quelli accertati, -23%), una flessione che si ripercuote anche sui controlli (-8,5%) ma crescono in maniera esponenziale gli arresti per i traffici di opere d’arte e reperti archeologici (34 nel 2025 contro i 2 registrati nel 2024). In aumento l’illegalità nella filiera agroalimentare: 67.677 i reati e gli illeciti amministrativi (+46% rispetto al 2024), con una crescita del 109,1% del valore economico di sequestri e sanzioni, per 968 milioni di euro.
Legge 68 del 2015 sugli ecoreati: L’applicazione della legge 68 del 2015, che ha introdotto i delitti ambientali nel Codice penale, continua a dare risultati significativi. Accanto a una riduzione complessiva del numero di reati si registra, sempre a livello nazionale, la crescita dei casi in cui viene contestato il delitto di inquinamento ambientale (303, pari al 35% di tutte le fattispecie) e quello di attività organizzata di traffico illecito di rifiuti (115 casi, pari al 13,3% del totale).
| Posizione
in classifica nazionale |
Numero reati | Persone denunciate | Arresti | Sequestri | |
| Emilia Romagna | 10 | 1434 | 1200 | 9 | 289 |
| Rimini | 39 | 289 | 254 | 0 | 42 |
| Ravenna | 42 | 281 | 264 | 0 | 24 |
| Bologna | 49 | 201 | 115 | 0 | 28 |
| Forlì-Cesena | 62 | 142 | 128 | 0 | 40 |
| Reggio Emilia | 65 | 131 | 74 | 44 | |
| Parma | 94 | 71 | 61 | 0 | 49 |
| Modena | 97 | 64 | 35 | 0 | 21 |
| Ferrara | 100 | 56 | 67 | 0 | 27 |
| Piacenza | 104 | 42 | 21 | 0 | 10 |
L’ILLEGALITÀ NEL CICLO DEL CEMENTO IN EMILIA ROMAGNA NEL 2025
| Reati | Persone denunciate | Persone Arrestate | Sequestri | |
| REGIONE | 343 | 280 | 0 | 6 |
| Provincia* | Reati | Persone denunciate | Persone Arrestate | Sequestri |
| Rimini | 52 | 35 | 0 | 1 |
| Bologna | 49 | 17 | 0 | 0 |
| Reggio Emilia | 31 | 17 | 0 | 0 |
| Forlì Cesena | 28 | 26 | 0 | 3 |
| Ravenna | 17 | 12 | 0 | 1 |
| Modena | 13 | 14 | 0 | 0 |
| Parma | 6 | 5 | 0 | 1 |
| Piacenza | 5 | 8 | 0 | 0 |
| Ferrara | 1 | 5 | 0 | 0 |
L’ILLEGALITÀ NEL CICLO DEI RIFIUTI IN EMILIA ROMAGNA NEL 2025
| Reati | Persone denunciate | Persone Arrestate | Sequestri | |
| REGIONE | 492 | 457 | 9 | 176 |
| Provincia* | Reati | Persone denunciate | Persone Arrestate | Sequestri |
| Forlì Cesena | 83 | 85 | 0 | 24 |
| Reggio Emilia | 80 | 47 | 0 | 15 |
| Rimini | 71 | 72 | 0 | 32 |
| Ravenna | 54 | 52 | 0 | 11 |
| Parma | 51 | 47 | 0 | 43 |
| Ferrara | 47 | 51 | 0 | 20 |
| Modena | 38 | 19 | 0 | 17 |
| Bologna | 34 | 34 | 0 | 2 |
| Piacenza | 18 | 10 | 0 | 8 |
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2025)
(*) sul totale dei reati, denunce, arresti e sequestri provinciali sono esclusi i dati del Comando Carabinieri per la Tutela Ambiente (2025).
L’ILLEGALITA’ CONTRO GLI ANIMALI IN EMILIA ROMAGNA NEL 2025
| Reati | Persone denunciate | Persone Arrestate | Sequestri | |
| REGIONE | 446 | 371 | 0 | 82 |
| Provincia | Reati | Persone denunciate | Persone Arrestate | Sequestri |
| Ravenna | 188 | 178 | 0 | 8 |
| Rimini | 155 | 136 | 0 | 8 |
| Bologna | 25 | 13 | 0 | 7 |
| Forlì Cesena | 24 | 14 | 0 | 13 |
| Reggio Emilia | 17 | 9 | 0 | 29 |
| Piacenza | 14 | 2 | 0 | 2 |
| Parma | 9 | 8 | 0 | 5 |
| Modena | 8 | 1 | 0 | 4 |
| Ferrara | 6 | 10 | 0 | 6 |
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2025)
Dieci proposte: Oltre ai dati, il rapporto Ecomafia raccoglie anche 10 proposte che Legambiente indirizza oggi al Governo Meloni per contrastare le illegalità ambientali e rafforzare norme e controlli. Tra le proposte avanzate l’associazione ambientalista chiede in primis che l’Italia completi il recepimento nel Codice penale dei quattro delitti (uccisione e commercio di specie animali e vegetali selvatiche protette, il saccheggio delle acque superficiali o sotterranee, la commercializzazione di materie prime e prodotti derivati dalla deforestazione, la produzione e i commercio illegale di F-gas, quest’ultimo ora solo di natura contravvenzionale) previsti dalla Direttiva europea per la tutela penale dell’ambiente ma non inseriti nel decreto legislativo n. 81 del 21 aprile 2026; l’estensione del delitto di produzione e commercio di prodotti inquinanti (art. 452 bis del Codice penale) ai fitofarmaci illegali; l’approvazione di un Piano nazionale di lotta all’abusivismo che preveda adeguate risorse dei Fondi presso il Ministero delle infrastrutture e la Cassa depositi e prestiti per gli abbattimenti degli immobili costruiti illegalmente, da destinare, oltre che ai Comuni, all’autorità giudiziaria e alle Prefetture e la modifica dell’art. 10-bis della legge 120/2020 per stabilire l’estensione del potere sostitutivo delle Prefetture alle ordinanze di demolizione emanate e non eseguite dai Comuni prima dell’approvazione della norma; approvare i decreti attuativi della legge 132/2016 che ha istituito il Sistema nazionale di protezione ambientale. Inoltre, tra gli altri interventi urgenti Legambiente chiedere di rivedere il meccanismo del cosiddetto subappalto “a cascata” e reintrodurre il delitto di abuso d’ufficio, come previsto dalla nuova Direttiva europea contro la corruzione, per contrastare l’illegalità negli appalti pubblici; e di estendere le pene previste per il reato di incendio boschivo a qualunque incendio di vegetazione e aggravare la fattispecie colposa.
“L’accertamento dei reati ambientali è cruciale per la salvaguardia della natura e dell’ambiente che Legambiente persegue”, dichiara il presidente di Legambiente Emilia-Romagna Davide Ferraresi. “Per questo, la collaborazione di Forze dell’Ordine e Capitanerie di Porto è essenziale per continuare a monitorare lo stato della legalità ambientale, anche in Emilia-Romagna. Al tempo stesso, è necessario rafforzare la normativa per consentire interventi giudiziari nei confronti di chi danneggia gli ecosistemi e compie abusi edilizi.”
“Resta centrale il tema dell’illegalità all’interno del ciclo dei rifiuti. A fronte di segnalazione che provengono da ogni territorio, è evidente la necessità di un intervento sinergico, che colpisca adeguatamente chi commette reati e che al contempo vada ad intervenire sulle criticità ancora esistenti all’interno delle filiere, per garantire una sempre maggiore trasparenza a vantaggio dell’effettiva circolarità dei materiali.”
Su https://noecomafia.legambiente.it/ i dati del report.
