Legambiente: “Bene l’emendamento sulle aree buffer, rinnovabili fondamentali per ridurre emissioni e costo dell’energia”
L’associazione plaude allo sblocco previsto dall’emendamento presentato al Senato. “Ora servono gli atti previsti dalla legge regionale sulle aree idonee per quantificare le superfici disponibili”
Legambiente esprime il suo favore all’emendamento presentato nel corso della discussione sul decreto Carburanti che prevede il superamento del divieto di installazione di nuovi impianti a fonti rinnovabili nelle aree buffer all’interno dei siti patrimonio UNESCO.
“La transizione energetica deve integrarsi al meglio con il territorio, anche nelle aree in cui sono presenti siti di interesse culturale”, commentano Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, e Davide Ferraresi, presidente di Legambiente Emilia-Romagna. “In Emilia-Romagna abbiamo già l’esempio del Teatro Dante Alighieri di Ravenna, dove il tetto è stato integrato con una copertura fotovoltaica, ma non è l’unico caso: anche il Museo di Capodimonte a Napoli e persino la Villa dei Misteri all’interno degli scavi archeologici di Pompei oggi sono dotati di impianti fotovoltaici integrati nelle coperture. Allo stesso modo, anche all’interno delle aree buffer del sito UNESCO di Ferrara e del suo Delta è opportuno che trovino spazio nuovi impianti.”
L’associazione richiama l’urgenza di pubblicare le mappature e gli scenari previsti dall’articolo 8 della legge regionale sulle aree idonee.
“Dopo il confronto estivo, è emersa giustamente la necessità di quantificare le disponibilità di superfici per i nuovi impianti all’interno del territorio regionale”, ricordano Ciafani e Ferraresi. “Chiediamo alla Regione Emilia-Romagna di pubblicare quanto prima l’esito della prima ricognizione in modo da poter valutare l’impatto della nuova legge sulle prospettive della transizione energetica.”
