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Approvazione “end of waste” per i pannolini | Legambiente Emilia-Romagna APS

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Approvazione “end of waste” per i pannolini

Molte le possibilità anche per l’Emilia Romagna.

In regione 45 mila tonnellate potrebbero essere salvate dall’inceneritore e avviate a riciclo.

Hera e Iren inizino subito la realizzazione di impianti sul territorio regionale.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha finalmente firmato il decreto per il riciclo dei prodotti assorbenti della persona come i pannolini. Un passaggio fondamentale per incrementare l’economia circolare di tutto il Paese e della nostra regione, che permetterà di far sviluppare una tecnologia industriale italiana e allo stesso tempo creare nuovi posti di lavoro.

Solo in Emilia Romagna sarebbero almeno 45 mila le tonnellate di rifiuti che ogni anno potrebbero essere recuperati e quindi non mandati a incenerimento o discarica. Numeri importanti specie se si considera che mediamente un bambino nei suoi primi anni di vita consuma circa una tonnellata di pannolini.

La tecnologia esiste già, il primo impianto al mondo si trova in provincia di Treviso ed era fermo da un anno e mezzo perché mancava il decreto. Già nel 2015 Legambiente Emilia Romagna ha tenuto in Regione un convegno per presentare le possibilità di recupero dei pannolini assorbenti, da cui potrebbero derivare materiali pure di alta qualità, in particolare plastica, cellulosa e polimeri assorbenti. «In quella occasione abbiamo mostrato come sia possibile, grazie ad una strategia mirata, trasformare il rifiuto in risorsa in tutte le fasi delle proprie attività. Strategia che trova il suo tassello finale in un impianto in grado di dare nuova vita a rifiuti da sempre considerati complessi» – dichiara il Presidente Lorenzo Frattini.

Per questi motivi chiediamo la realizzazione di almeno tre impianti sul territorio regionale da parte delle multiutility, a cominciare da Hera e Iren. Questi impianti potrebbero essere realizzati nelle province dove il Piano Regionale Rifiuti prevede la dismissione degli inceneritori, Ravenna e Piacenza, e sostituirli con dei poli di riciclo innovativi e in grado di generare dei nuovi posti di lavoro.