Warning: Declaration of aec_contributor_list::form() should be compatible with WP_Widget::form($instance) in /web/htdocs/www.legambiente.emiliaromagna.it/home/wp-content/plugins/ajax-event-calendar/inc/widget-contributors.php on line 64
Confindustria Ceramica e Bretella Campogalliano-Sassuolo | Legambiente Emilia-Romagna APS

Articoli

Confindustria Ceramica e Bretella Campogalliano-Sassuolo

Un’altra ferita su un territorio troppo compromesso.

Il distretto ceramico è già una delle aree più critiche della regione: quanto territorio bisogna ancora sacrificare per le industrie del settore?

Il distretto ceramico di Sassuolo è inquinato nell’aria, nel suolo e i due comuni di Fiorano Modenese e Sassuolo sono in testa alla classifica regionale per il consumo di suolo.
Eppure tutto questo non basta all’industria della piastrella, il cui portavoce richiede a gran voce un’altra colata di cemento a fianco del fiume Secchia. Il presidente di Confindustria ceramica Giovanni Savorani è infatti in prima fila a fare pressioni sulla politica per la realizzazione della Bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo.
Eppure quello che servirebbe alla mobilità del territorio è invece il potenziamento del sistema ferroviario, per spostare sul treno pendolari e merci, togliendo dalla strada un po’ di auto e camion carichi di piastrelle.
I recenti allarmi climatici e di rischio alluvioni dovrebbero rendere chiaro quali sono le urgenze in termini di investimento e quanto sia rischioso aggiunere altro asfalto ad un territorio che già fatica a assorbire le piogge.

Lanciamo quindi una domanda alle imprese del settore e alla politica che sostiene la Bretella: quanto altro territorio si dovrà sacrificare agli interessi delle imprese ceramiche in una delle aree più inquinate e degradate della Regione?
Il comparto ceramico ha generato occupazione e ricchezza ma anche impatti drammatici e in buona parte irreversibili. E’ dagli gli anni ‘70 che l’area è sotto osservazione per i costi ambientali. Nell’ 1989 il Consiglio dei ministri dichiarava questa zona come “Area ad elevato rischio di crisi ambientale” e rimane tutt’oggi una delle principali aree nazionali con siti da bonificare per la presenza di scarti dell’industria.
Tra il 2012 ed il 2013 lo studio “Sentieri” dell’Istituto Superiore della Sanità evidenziava la necessità di approfondimenti epidemiologici nell’area.
A livello di inquinamento atmosferico le aree del distretto hanno livelli di inquinamento da PM10 paragonabili a quelle dei centri urbani più grandi: negli ultimi 4 anni la centralina di Fiorano Modenese è sempre stata “fuorilegge”, andando oltre i 35 giorni annuali di superamento delle PM10, mentre a Sassuolo i limiti sono stati superati per due anni.

Infine sul consumo di suolo i dati ISPRA del 2017 certificavano Sassuolo e Fiorano rispettivamente come 2° e 3° comune in Regione per cementificazione (con oltre il 30% di territorio urbanizzato, contro una media regionale del 9,8%). In “alta classifica” anche Casalgrande (6° posto) e Formigine (17° posto): entrambi sopra il 20% di territorio urbanizzato.
A questi dati andrebbero poi aggiunti i disagi che le emissioni di alcuni impianti stanno generando sulla vita dei cittadini che abitano nei dintorni.
Una serie di situazioni che imporrebbero a Confindustria Ceramica un esame di coscienza ed un po’ più di attenzione alla salute del territorio.

Oltre tutto risulta marginale il beneficio trasportistico che la nuova autostrada potrebbe generare, dato che andrebbe ad affiancarsi alla statale già esistente, con due corsie per senso di marcia. Se a questo si aggiunge che Svizzera e Austria stanno disincentivando il transito di camion sui propri territori, realizzando valichi ferroviari, è chiaro che il futuro delle merci sarà sempre meno su gomma.

Abbiamo sempre riconosciuto gli sforzi effettuati da alcune imprese del settore ceramico per ridurre consumi di energia e materia. Ma evidentemente la logica degli anni 70 – del sacrificio del territorio e della salute a favore del profitto – è ancora preponderante.