Pianificazione territoriale, Legambiente chiede il rinvio della discussione sull’aggiornamento della legge urbanistica regionale

 L’associazione interviene nel dibattito sull’articolo 8 del REFIT, al voto giovedì in Assemblea legislativa: “Occorrono approfondimenti per scrivere correttamente il provvedimento. Troppi i dubbi, sollevati anche dall’Autorità di Bacino”

 

Legambiente Emilia-Romagna interviene nel dibattito sull’aggiornamento della legge urbanistica regionale, previsto all’interno del pacchetto di misure di semplificazione REFIT che verrà votato dall’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna questo giovedì. Il tema è quello del recepimento della pianificazione di bacino all’interno dei piani urbanistici comunali.

Il provvedimento ha acceso il dibattito sulla legittimità dell’intervento della Regione, in particolare nella sezione dell’articolo 8 del REFIT che equipara la definizione di ‘territorio urbanizzato’, contenuta nella legge urbanistica emanata dalla Regione nel 2017, con quella di ‘centro edificato’, inserita invece nelle Norme di Attuazione del Piano Assetto Idrogeologico (PAI) del fiume Po.

“Come è emerso nel dibattito tra tecnici ed esperti, i due concetti non sono sovrapponibili”, sottolinea Legambiente. “Per quanto la proposta della Regione punti evidentemente ad una semplificazione normativa, non può modificare quanto è contenuto all’interno del PAI, che rappresenta una fonte sovraordinata rispetto alle norme regionali. Lo ha rimarcato anche l’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po nelle note trasmesse alla Regione, in cui ha sollevato dubbi di legittimità rispetto a quanto contenuto nell’articolo in questione e richiamato i quesiti posti dai Comuni rispetto agli argomenti affrontati dalla modifica della legge, segnalando la necessità di un confronto più approfondito.”

“Il tema del rischio idrogeologico deve essere affrontato in modo attento e nel rispetto delle competenze dei diversi attori coinvolti” conclude l’associazione. “Per questo abbiamo chiesto ai consiglieri di sospendere l’approvazione dell’articolo per adeguarne la formulazione alle norme della pianificazione di bacino e alle leggi dello Stato.”

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